I markers fibrinolitici come predittori della gravità dell’Ipertensione Arteriosa Polmonare (PAH)

  04/03/2022 Gravità Ipertensione Arteriosa Polmonare

Il grado di severità dell’ipertensione arteriosa polmonare (PAH) viene classificato in base ai valori di pressione arteriosa polmonare media (mPAP) che vengono valutati attraverso il cateterismo del cuore destro (RHC). In uno studio retrospettivo pubblicato sulla rivista Thrombosis Journal, condotto tra il 2012 e il 2018, sono stati posti sotto la lente d’ingrandimento due marker fibrinolitici che potrebbero esseri utilizzati come predittori della gravità di PAH. Uno di questi è l’inibitore-1 dell'attivatore del plasminogeno totale (tPAI-1), che rappresenta il principale inibitore dell’attivatore del plasminogeno nel sangue. Questa proteina è immagazzinata nelle piastrine ed origina da diverse fonti, tra le quali l’endotelio vascolare. Il tPAI-1 viene anche associato al rischio aterosclerotico proinfiammatorio. Inoltre, alcune ricerche riportano come il tPAI-1 sia indipendentemente associato con il grado di ispessimento medio intimale. L’altro elemento preso in esame nello studio è stata la trombomodulina (TM), una proteina con effetto anticoagulante che attiva la proteina C. Entrambi questi markers fibrinolitici sono l’espressione indiretta della funzionalità endoteliale delle arterie. Lo studio retrospettivo ha riguardato 100 pazienti sottoposti ad inquadramento emodinamico in ragione di diverse patologie sottostanti. I risultati hanno evidenziato come i valori di mPAP hanno una significativa correlazione positiva con i livelli sierici di tPAI-1 e acido urico in tutti i pazienti arruolati. Da notare, inoltre, che nei pazienti con valori di mPAP inferiori a 25 mmHg, si è osservata una significativa correlazione con i livelli sierici di tPAI-1 e TM. Una possibile interpretazione è che i suddetti marcatori potrebbero essere potenziali predittori di una successiva evoluzione patologica nei pazienti con quadro di PAH nelle fasi iniziali.


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