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Approfondimento Convivere con la PAH  

COVID-19 in pazienti affetti da Ipertensione Arteriosa Polmonare (PAH) e Ipertensione Polmonare Tromboembolica Cronica (CTRPH): Incidenza e impatto sulla gestione della cura

  07/01/2021

All’inizio della pandemia da COVID-19, si è dibattuto riguardo la possibile percezione di un basso rischio di sviluppare una grave infezione da SARS-CoV-2 nei pazienti affetti da ipertensione arteriosa polmonare (PAH). Da notare, inoltre, come i centri specialistici di riferimento per la PAH non abbiano registrato un numero particolarmente elevato di pazienti PAH positivi al COVID-19 e diverse ipotesi sono state formulate a riguardo.1

Nel Dicembre 2020 è stato pubblicato su Annals of the American Thoracic Society un sondaggio preliminare sull’impatto della pandemia da COVID-19 in pazienti con ipertensione arteriosa polmonare (PAH) e con ipertensione polmonare tromboembolica cronica (CTEPH).2
Cinquantotto (58) centri accreditati dalla Pulmonary Hypertension Association (PHA) hanno risposto al sondaggio. L’incidenza cumulativa del COVID-19 in soggetti con PAH/CTEPH era pari a 2,9 casi per 1000 pazienti, un valore simile a quello registrato nella popolazione generale degli Stati Uniti. Tuttavia, sul totale dei pazienti con PAH/CTEPH e diagnosi di COVID-19, il 30% era andato incontro a ospedalizzazione e il 12% a decesso. Queste percentuali, quando messe a confronto con quelle registrate sulla popolazione generale, risultano più elevate.2
Importanti osservazioni e riflessioni sono possibili: fermo restando che il numero totale di pazienti con PAH/CTEPH diagnosticati per COVID-19 rilevato è stato relativamente basso, questa popolazione di pazienti è intrinsecamente fragile e le conseguenze dell'infezione virale sono complessivamente più gravi rispetto alla popolazione generale.2

Il sondaggio ha, inoltre, evidenziato la drastica riduzione del numero di accessi alle visite di follow-up da parte dei pazienti PAH/CTEPH.2 Ad oggi, non è facile prevedere le conseguenze a lungo termine sulla gestione e cura della PAH e della CTEPH di tale perturbamento nei controlli ambulatoriali clinici, laboratoristici e strumentali, sebbene sia evidente il suo impatto negativo.2

Evidenze alla mano, la cura in ambito clinico è stata colpita in modo considerevole e rimane evidente l’impatto negativo della pandemia sui pazienti PAH/CTEPH.


21 gennaio

La carenza di ferro nella PAH

Il ferro è essenziale per il corretto funzionamento di numerosi processi fisiologici, fra i quali il trasporto dell’ossigeno e il metabolismo energetico. Circa il 70% del ferro è legato all’emoglobina e il 5-10% del ferro è localizzato nella mioglobina. La carenza di ferro è la causa più comune di anemia nel mondo e, in particolare, è frequentemente associata a malattie croniche come l’insufficienza cardiaca o malattie renali.

28 gennaio

La gestione della PAH nei pazienti anziani

Storicamente, l’ipertensione arteriosa polmonare (PAH) è considerata una patologia giovanile che colpisce prevalentemente le donne. Tuttavia, i dati provenienti da studi registrativi suggeriscono che, nel corso degli anni, le caratteristiche demografiche della popolazione affetta da PAH stiano mutando, con un aumento dell’età media alla diagnosi, del numero di pazienti anziani e della percentuale di soggetti maschi.