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Approfondimento Convivere con la PAH  

L’obesità si associa all’ipertensione polmonare e ne influenza gli esiti

  12/03/2021

L'obesità colpisce oltre un terzo della popolazione adulta degli Stati Uniti ed è associata ad un aumento del rischio di insufficienza cardiaca con frazione di eiezione conservata. Inoltre, insufficienza cardiaca con frazione di eiezione preservata e ipertensione polmonare spesso coesistono nei pazienti obesi.

Dati recenti indicano che tra gli individui con insufficienza cardiaca con frazione di eiezione conservata, l'ipertensione polmonare è prevalente in quelli che hanno un indice di massa corporea più elevato e sono affetti da diabete mellito. Questa associazione tra obesità ed ipertensione polmonare sembra essere presente anche in pazienti con struttura e funzione cardiaca normali, ove il 5% degli individui obesi, ad un controllo ecocardiografico, presenta un quadro di ipertensione polmonare moderata o grave.

Nei pazienti con insufficienza cardiaca con frazione di eiezione conservata, la presenza concomitante di ipertensione polmonare determina una prognosi peggiore. Al contrario, l'obesità è associata a una migliore sopravvivenza tra i pazienti con sola insufficienza cardiaca, un'osservazione che è stata definita il "paradosso dell'obesità".

Come l'obesità possa in qualche modo influenzare la prognosi dell'ipertensione polmonare è tuttora oggetto di indagine. In questo contesto, gli Autori dello studio si sono posti tre obiettivi: (1) inquadrare in modo compiuto l'associazione tra obesità ed emodinamica polmonare; (2) analizzare in dettaglio le forme precapillari e quelle postcapillari di ipertensione polmonare; e (3) studiare l'associazione tra obesità e mortalità nell'ipertensione polmonare.

Sono stati esaminati pazienti sottoposti a cateterizzazione del cuore destro (dal 2005 al 2016) in una coorte ospedaliera.

Degli 8940 pazienti (età media 62 anni; 40% donne), il 52% dei non obesi e il 69% degli obesi avevano evidenza di ipertensione polmonare. Un più alto indice di massa corporea (BMI) si associava ad una maggiore prevalenza di PH. In particolare, in pazienti con obesità di classe 1, la PH fu osservata nel 62% mentre la prevalenza saliva al 77% nei pazienti con obesità maggiore (classe 2). Interessante notare come lo studio abbia rilevato che, sebbene l'incremento ponderale si coniughi ad una maggiore prevalenza di PH, la suddetta condizione si associ ad una migliore prognosi, soprattutto per la coorte di pazienti con forma precapillare (hazard ratio 0,57; IC 95% 0,46-0,70; P<0,001) rispetto ai pazienti affetti da PH non obesi.

Sono necessari ulteriori studi per chiarire i meccanismi alla base dell'ipertensione polmonare correlata all'obesità.


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