Conosciamo meglio l'ipertensione arteriosa polmonare

Pino Insegno intervista gli esperti di questa patologia

Per i pazienti con ipertensione arteriosa polmonare, quando è necessaria l’ossigenoterapia?

Esistono varie relazioni tra ipertensione arteriosa polmonare ed altre patologie, ematologiche, polmonari, epatiche, renali, e con le malattie autoimmuni: al riguardo, quanto è importante la collaborazione interdisciplinare con altri specialisti?

Se la gravità dell’ipertensione arteriosa polmonare appare in peggioramento, è opportuno considerare una anticipazione del trapianto?

Pensa che in futuro il ricorso al trapianto di polmone in pazienti affetti da ipertensione arteriosa polmonare sia destinato a diminuire?

In Italia, negli ultimi anni, il numero di pazienti con ipertensione arteriosa polmonare è aumentato, diminuito, o rimasto stabile?

Per l’ipertensione arteriosa polmonare esistono società scientifiche o associazioni di pazienti di riferimento, in Italia e in Europa?

Nei pazienti con storia familiare di PAH, la presenza delle alterazioni geniche predisponenti significa che il paziente svilupperà certamente la malattia?

In che modo le strutture con meno esperienza possono collaborare con i centri di riferimento, per assicurare a tutti i pazienti la migliore assistenza possibile?

Tra i pazienti in terapia per ipertensione arteriosa polmonare, l’aderenza terapeutica rappresenta un problema?

Dato che la PAH è una malattia poco conosciuta e con prognosi sfavorevole, come reagiscono i pazienti alla diagnosi? E come vengono gestiti eventuali casi di rifiuto o di eccessiva ansia?

In caso di soggetti con ipertensione arteriosa polmonare dovuta a cardiopatie congenite, quali sono le possibilità terapeutiche?

Se non si può correggere il difetto cardiaco congenito con la chirurgia o con una procedura interventistica, le opzioni farmacologiche sono le stesse disponibili per le altre forme di ipertensione arteriosa polmonare, o ci sono delle limitazioni particolari?